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INTRODUZIONE

La tecnica fotografica è un processo continuo fatto di scatti e di analisi, in cui si applicano le conoscenze acquisite allo scatto seguente.


L’ho fatto per 40 anni e, ogni volta imparo nuovi trucchi.

Per i primi 15 anni di attività fotografica sono stato un idiota. Pensavo che per ottenere immagini migliori ci volesse una migliore macchina fotografica. Pensavo che toccasse alla macchina fotografica misurare l’esposizione corretta. Avevo troppo poca esperienza per capire che sei sempre tu quello che deve fare gli aggiustamenti opportuni per ottenere un’esposizione perfetta. È simile a quello che accade quando si guida un’auto, è come con le automobili, anche con le migliori: hanno bisogno di un pilota per rimanere in pista.

Esporre bene un’immagine e mantenere un’auto in carreggiata sono la stessa cosa: devi tenere gli occhi aperti e girare il volante (o la ghiera di compensazione dell’esposizione) per mantenere l’auto (o l’esposizione) al posto giusto. Le macchine migliori hanno bisogno di meno aggiustamenti, ma ognuna richiede un aiuto, prima o poi.

Solo un idiota, come me, lascia che la macchina fotografica o l’automobile vadano da sole. Guardate fuori dal parabrezza (o guardate il vostro LCD) e fate degli aggiustamenti nelle traiettorie (o nell’esposizione o nel bilanciamento del bianco) quando ce n’è bisogno.

Oggi io scatto con le mie macchine fotografiche impostate completamente in automatico (esposimetro matrix/valutativo, programma di esposizione e Auto ISO) e modifico la compensazione dell’esposizione se è necessario.

Oggi nessuno ha più bisogno di preoccuparsi troppo di valori ISO, diaframmi e tempi; la maggior parte delle macchine fotografiche lo fanno automaticamente. Tutto ciò che si deve sapere, è quando applicare un po’ di correzione alle decisioni della macchina, e lo si può capire guardando l’LCD.

La tecnica moderna di esposizione consiste nell’ottimizzare la compensazione dell’esposizione quando è necessario, non nell’impostare manualmente l’esposizione. La parte manuale si limita a effettuare leggere correzioni all’esposizione automatica e non, come negli anni ’50, a impostare i diaframmi e i tempi di otturazione.

Pellicola

Nei tempi della pellicola, con il bianco e nero, io scattavo e poi prendevo nota. Dopo, esaminavo il mio negativo, vedevo cosa c’era di buono o di cattivo, e cercavo di fare dei progressi nelle occasioni successive, per accrescere le cose buone e rimuovere quelle cattive. Idem per il colore: provavo filtri diversi in diverse condizioni di luce, e la volta successiva usavo quello che si era rivelato migliore. Ripetendo questo processo, per decenni, ho ottenuto i colori che si possono vedere nella mia galleria.

I professionisti usavano dorsi Polaroid, per vedere cosa stavano facendo senza dover prima andare in un laboratorio.

Nel mondo-pellicola, la maggior parte delle macchine fotografiche e degli esposimetri erano starati di un intero stop; per correggerle, semplicemente si facevano correzioni di uno stop. Il mondo è sempre stato così.

La mia Nikon L35AF era starata di 1/3 di stop, così io esponevo Velia 50 ISO con un’impostazione di EI 64 (EI=Indice di Esposizione) e tutto era perfetto.

La mia Minolta X-700 era starata di 2/3 di stop, così esponevo una pellicola Velia 50 ISO a EI 80 e ottenevo grandi risultati.

Le mie SLR Nikon erano sempre le più accurate.

Digitale

Il digitale rendo tutto ciò molto più facile.

Invece di dover aspettare lo sviluppo della pellicola, consultare gli appunti scritti e cercare di farli corrispondere ai rispettivi fotogrammi, semplicemente si guarda l’LCD. Non è poco!

In modo ancora più semplice, ogni fotocamera digitale offre un controllo diretto della luminosità, che permette di controllare quanto “schiarire” o “scurire” un’immagine; di solito, consiste in un pulsante contrassegnato dal simbolo “+/- ”. Viene cripticamente chiamato “compensazione dell’esposizione” e lo si modifica per impostare la foto seguente. Facile!

Questo è ancora più facile:

1.) Fate una foto.

2.) Guardate l’LCD.

3.) Va bene? Se va bene, siete a posto. Se no:

4.) Regolate il controllo +/- per schiarire o scurire, e ripetete dal punto 1 fino a che tutto sia perfetto. (Alcune macchine fotografiche possono avere il controllo +/- nascosto in un menù; sulle compatte Canon, premete FUNC e ciccate una volta in giù).

Esperienza

Con l’esperienza imparerete in quali condizioni intervenire con la compensazione e vi potrete risparmiare qualcuno dei passi descritti sopra.

Nei tempi delle pellicole dovevamo sperimentare e imparare, con l’esperienza, quali condizioni richiedevano un tipo determinato di compensazione. Applicare questa esperienza ci permetteva di ottenere buoni o grandi scatti con regolarità. I fotografi con meno esperienza dovevano affidarsi alla sorte (detta anche “bracketing”…).

Questo stesso ciclo di esperienza, con la vostra fotocamera digitale, vi aiuterà a sviluppare l’occhio giusto, con un numero sempre minore di tentativi. Qualsiasi idiota può fare, oggi, ciò che mi è costato anni di andirivieni al laboratorio.

Oggi, solo un super-idiota si può permettere di fare un’esposizione sbagliata e di incolpare la fotocamera. È la stessa gente che George Carlin ha chiamato “La Gente più Stupida della Terra”: gente che rimane senza benzina pur avendo un indicatore di livello di carburante che funziona alla perfezione. In una macchina fotografica, l’LCD è come la spia della benzina. Usatelo.

Macchine fotografiche migliori e peggiori

Il livello di compensazione richiesto o usato è irrilevante.

Ciò che è importante è quanto coerentemente potete usare le stesse impostazioni, in una grande varietà di condizioni.

Per esempio, ottenere grandi risultati con una fotocamera impostata sempre a -2/3 è molto meglio che usare una fotocamera che non ha generalmente bisogno di compensazione, ma richiede aggiustamenti specifici in particolari e tipiche condizioni di luce. Con una macchina di quest’ultimo tipo, iniziate a girare intorno e a perdere tempo; il che vi fa perdere foto.

Esposizione automatica

Nei tempi antichi (anni ’50) dovevamo leggere un esposimetro e impostare manualmente diaframmi e tempi di otturazione. Sceglievamo la pellicola adatta per determinate condizioni di luce, ed eravamo inchiodati a un valore ISO per tutta la durata della pellicola.

Le fotocamere moderne hanno automatismi nell’esposizione, nei diaframmi e nei tempi di otturazione, che ci salvano dagli andirivieni manuali. Io ero così stupido, anche solo 20 anni fa, da pensare che seguire ciecamente un esposimetro, e impostare manualmente quei valori sulla mia F2AS, potesse dare risultati migliori di quelli ottenuti con una macchina elettronica e automatica. Sbagliato: l’automatismo fa la stessa cosa che facevo io manualmente, solo che la fa meglio, e più velocemente.

Gli unici obiettivi con cui non uso automatismi sono quelli che non hanno automatismi, come i miei obiettivi per pellicola di grande formato.

Auto ISO
Nei primi tempi delle SLR digitali (prima del 2004) dovevamo impostare il valore ISO manualmente. Pensavamo che fosse davvero comodo poter cambiare la sensibilità ISO con un pulsante, invece di dover cambiare un rullo.

Le fotocamere attuali (per esempio le Nikon post-2004) possono impostare il valore ISO al posto nostro, in modo affidabile, come accade per l’esposizione. Questo lascia più tempo per trovare cose interessanti da fotografare e riduce il tempo che si passa a mercanteggiare con gli ISO, restandosene lì inerti, come vittime di un crimine in agguato.

L’ISO automatico, come l’esposizione automatica, è il modo attuale di scattare la maggior parte delle fotografie. Impostare manualmente i valori ISO oggi è inutile, com’era inutile che io, 20 anni fa, perdessi tempo a impostare tempi e diaframmi sulle mie Nikon.

Se non tutte, la maggior parte delle compatte digitali hanno un automatismo ISO, da anni.

Le SLR digitali Nikon ce l’hanno a partire dalla D70 (febbraio del 2004). Oggi, tutte hanno l’Auto ISO programmabile. Io lo uso sempre.

L’Auto ISO è disattivato per default nella maggior parte delle SLR, eccetto nei modi “verde” e “manichino”. Anche se è nascosto, io trovo sempre l’Auto ISO, e lo attivo.

Non solo. Le SLR digitali Nikon vi permettono di programmare l’Auto ISO esattamente come volete che lavori al cambiare della luce.

Sulle mie Nikon, si va in MENU > Impostazioni personalizzate (matita) > ISO Auto, e lo si attiva. Si può impostare il tempo di otturazione più basso al quale si vuole ottenere un’immagine nitida (il valore di default è 1/30).

In Auto ISO, la fotocamera innalza la sensibilità ISO quando la luce diventa troppo scarsa per la velocità di otturazione scelta. In altre parole, se voi impostate 200 ISO e le condizioni di luce diventano tali da richiedere 1/15 di secondo, la fotocamera, “magicamente”, imposterà ISO 400 e 1/30 di secondo. Solo quando la sensibilità ISO tocca il massimo (generalmente 1600 ISO) e le condizioni di luce sono ancora più critiche, solo allora la macchina userà un tempo di otturazione più lento di quello impostato nel menu di Auto ISO.

Le ultime Nikon, come la D200 o la D80, permettono addirittura di selezionare il massimo valore ISO che si vuole permettere di usare. Per default, questo valore è ISO 1600. Se volete che la funzione di Auto ISO si fermi prima, dovete solo comunicarlo alla fotocamera, nel menu.

L’Auto ISO inizia al valore ISO che avete impostato inizialmente nella fotocamera, e sale fino al massimo che avete autorizzato nel menu, man mano che le condizioni di luce cambiano.

Quindi, allo stesso modo, l’Auto ISO diminuirà la sensibilità ISO, se avete la fotocamera impostata in un valore alto e se c’è troppa luce per quel valore.

Un difetto delle Nikon è che, una volta impostato l’Auto ISO, rimangono in Auto ISO anche se siete nel modo di esposizione manuale. Questo mi fa impazzire, dal momento che la macchina inizia a cambiare l’ISO per fare quello che le dice di fare l’esposimetro, anche se la ragione per cui sono andato in manuale era proprio l’opposto! La Nikon dovrebbe offrire una voce ulteriore nel menu, che ci risparmierebbe i vari passi necessari per disabilitare l’Auto ISO, quando passiamo al modo di esposizione manuale.

Una delle ragioni più forti per cui preferisco le SLR digitali Nikon alle Canon è che Canon è ancora negli anni ’70: non hanno un funzione di Auto ISO nelle loro SLR digitali, eccetto nei modi “manichino”. Questo mi da minor qualità di immagine, perché, o devo lasciare la macchina con un alto valore ISO (per coprire tutte le condizioni), o lasciarlo impostato più in basso, e avere così più mosso se punto la macchina in un buco nero. A meno che voglia fermarmi (ed essere una potenziale vittima del crimine), per aggiustare manualmente la sensibilità.

Il futuro dell’Auto ISO

Oggi praticamente non impostiamo più la sensibilità ISO manualmente. Ciò che facciamo è impostare il valore più basso che intendiamo permettere per il tempo di otturazione. Questo valore è in genere determinato dal soggetto e anche dall’obiettivo. Io imposto 1/8 con il mio Nikon 18-200mm VR, e aumento la velocità d’otturazione man mano che mi avvicino ai 200 mm della lunghezza focale.

Nikon e Canon: per favore riconoscetemi il credito per ciò che segue. Non voglio nessuna quota, voglio solo che appaia il mio nome.

Nel futuro, possibilmente già nel 2007, potremmo impostare le impostazioni dell’Auto ISO per poter cambiare automaticamente le minime velocità d’otturazione in funzione della lunghezza focale dell’obiettivo. Nel momento in cui ci sposteremo alle lunghezze focali più lunghe di uno zoom, l’Auto ISO sarà così intelligente da modificare automaticamente la velocità minima di otturazione al di sotto della quale scatta l’incremento ISO.

SUGGERIMENTO PROMOZIONALE

Se pensate che tutto questo sia utile come un libro che avreste dovuto comprare, o come un workshop a cui avreste potuto partecipare, potete aiutarmi a scrivere di più.

Grazie per la lettura!
Ken

 

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